Il torneo aziendale intergalattico è finito e il Milan se l' è meritatamente aggiudicato battendo 4 - 2 in scioltezza gli argentini del Boca Juniors, diventando così la squadra più titolata di sempre a livello internazionale con ben 18 trofei vinti.
Filippo Inzaghi inoltre è riuscito nell' impresa di segnare in ogni competizione internazionale per club grazie ad una doppietta (gol di apertura e di chiusura per i rossoneri).
Personalmente, essendo milanista, sono molto contento della vittoria della mia squadra, soprattutto perché l' avversario che avevamo di fronte era veramente forte. Vediamolo in dettaglio:

CLUB ATLETICO BOCA JUNIORS
Portierilli:
Mauricio CARANTA
Portiere titolare dei Xeneizes, ha preso 4 pere dal Milan. Con quella faccia lì, d'altronde, che ci si poteva aspettare di più? Ma soprattutto: perché nonostante tutto sia lui il portiere titolare? Semplice: non avete ancora visto il portiere di riserva.
Pablo Alejandro MIGLIORE
Eccola qui la risposta. MIGLIORE di nome e di fatto, signori. Sembra uno di quei paracarri che una volta costeggiavano le statali, però più statico. Il suo collo viene usato per tenere in forma le gomme di scorta del pullman societario.
Difensorilli:
Sebastiàn BATTAGLIA
L' uomo dalle occhiaie più allucinanti dell' universo, si chiama battaglia perché almeno 4 volte al giorno il povero sebastian deve combattere una sua personalissima guerra contro la dissenteria tropicale. Il suo migliore amico infatti è la tazza del cesso di casa, da lui ribattezzata "Paco, non guardarmi mentre caco".
Carlos Rubén FONDACARO
Mai nome fu più appropriato di questo. Fondicarro. Il nostro trottolino cicciotto (1.60 cm per 65 kg) è un 1987 ed è l' autista della squadra.
Siccome però è neopatentato (ha fatto la patente dell' ape) non ha ancora bene a mente come si guidi un pullmann e, in conseguenza di ciò, ha già fuso 5 corriere in 2 mesi e mezzo di lavoro. Proprio per questo motivo il club di Buenos Aires non ha mai i soldi per tenersi a titolo definitivo Juan Roman RIQUELME.
Jonatan MAIDANA
Fratello di Matias David MAIDANA [vedi sotto]
Matias David MAIDANA
Fratello di Jonatan MAIDANA [vedi sopra]
In due non fanno mezzo difensore valido.
Gabriel PALETTA
Questo indio guaranì trapiantato alla Bombonera deve il proprio cognome, PALETTA appunto, sia a causa della sua conformazione facciale (a paletta, appunto) sia perché è usato dai magazzinieri per raccogliere le merde che Ursus, il cane terranova di RIQUELME (la vera star del BOCA. Il cane, non RIQUELME), è aduso a lasciare in giro per il campo di allenamento, con sommo gaudio dei compagni di squadra.
Matias Augustin SILVESTRE
Detto "Pino Silvestre" dai suoi compagni di squadra a causa del suo caratteristico odore di cane morto, il gioviale Matias viene usato dagli addetti dello stadio quando c'è da derattizzare lo spogliatoio: il suo caratteristico aroma, infatti, attira i ratti quasi come le note del pifferaio magico della famosa favola.
Bruno Saul URRIBARRI
I suoi genitori, ferventi comunisti, erano assoluti ammiratori di Dolores IBARRURRI, detta "la pasonaria" e perciò decisero di omaggiarla chiamando il figlio come lei. Però l' impiegato dell' anagrafe di Buenos Aires si rifiutò di dare il nome Dolores ad un così bel maschione e si optò per dargli lo stesso cognome. Peccato però che l' impiegato fosse un completo analfabeta e così il buon Bruno si ritrova questo cognome di merda. E gli è andata ancora bene, poiché l' impiegato era indeciso tra URRIBARRI, GRATTABURRI, ROMPICARRI, CHIMICHURRI e RUTTAPORRI.
Centrocampistilli:
Jesus Alberto DATOLO
L' unico giocatore al mondo al quale sia stato trapiantato un vaso di cactus al posto della calotta cranica.
Quelli che ha in testa, infatti, non sono capelli ma degli spunzoni: un ottimo vantaggio perché tiene a distanza gli avversari. L' unica controindicazione è che non può giocare con la pioggia altrimenti gli muoiono le piante grasse sulla capoccia.
Osvaldo Nicolas Fabian GAITAN
L' allegria fatta persona. In questa foto si sta spaccando dalle risate (come si può vedere dall' ampio sorriso) dopo che il compagno Rodrigo PALACIO gli ha appena finito di raccontare la barzelletta della suora e del cavallo.
Lo sguardo particolarmente vispo, inoltre, indica che ha capito la barzelletta.
Alvaro Rafael GONZALEZ LUENGO
Fratello segreto di Rodrigo TADDEI della ROMA. La loro parentela è stata dimostrata prendendo il calco del mento di entrambi: combaciano al 99%.
Si chiama LUENGO poichè è portatore sano di minchia tanta e qui le differenze con il pacioso Rodrigo si fanno sentire: evidentemente TADDEI ha preso dalla madre.
Pablo Martin LEDESMA
Uno dei milioni di LEDESMA che infestano il suolo argentino, il bellissimo Pablo nasce calciatore, cresce mezzasega ed arriva ai giorni nostri nello stato di pippone colossale. E' compagno di stanza di SILVESTRE e per dormire tira delle craniate fortissime contro il muro in modo da svenire, per non sentirne l' odore, mentre il compagno di stanza è ancora al cesso. Ha sfanculato Ambrosini nella finale di Toyota Cup urlandogli: "L' autogol mettitlo nel culo".
Fabian VARGAS RIVERA
Colombiano tuttofare, è il vero jolly della squadra. Procura coca, cagne, alcoolici, palloni, divise, arbitri e, nel tempo libero, taglia pure l' erba del campo col trattorino.
Ha inoltre insegnato a guidare a FONDACARO.
Attaccantilli:
Mauro BOSELLI
Steward COPELAND dopo una lunga malattia debilitante: il fatto è che anche in campo sembra il batterista dei Police, impegnato com' è più a centrare gli avversari a cazzotti che la porta.
Carlos BUENO
Muy bueno, un vero hombre vertical.
Di vertical c' ha soprattutto la tega, visto che il naso è completamente storto, gli occhi sfasati, la bocca tagliata con l' accetta e i capelli in lana merinos messi un po' a cazzo.
E questo è il più figo del gruppo alla pari di MIGLIORE.
Pablo MOUCHE
Un uomo, la sua damigiana. Questa in sintesi la vita del povero Pablo. Come un novello Obelix della pampa sconfinata, il virgulto non è però caduto da piccolo in una marmitta di pozione magica, bensì in un pentolone di vin brulè. da quel giorno il nostro Pablo non si è più ripreso e vive sempre in bilico tra il vomito e il coma etilico e questo, per un attaccante, non è che sia proprio un vantaggio, a meno di chiamarsi Adriano Leite Ribeiro. Chiamato "La Mouche", la mosca, per la capacità innata di calpestare merde ovunque si trovi a passeggiare.
Filippo Inzaghi inoltre è riuscito nell' impresa di segnare in ogni competizione internazionale per club grazie ad una doppietta (gol di apertura e di chiusura per i rossoneri).
Personalmente, essendo milanista, sono molto contento della vittoria della mia squadra, soprattutto perché l' avversario che avevamo di fronte era veramente forte. Vediamolo in dettaglio:

CLUB ATLETICO BOCA JUNIORS
Portierilli:
Portiere titolare dei Xeneizes, ha preso 4 pere dal Milan. Con quella faccia lì, d'altronde, che ci si poteva aspettare di più? Ma soprattutto: perché nonostante tutto sia lui il portiere titolare? Semplice: non avete ancora visto il portiere di riserva.
Eccola qui la risposta. MIGLIORE di nome e di fatto, signori. Sembra uno di quei paracarri che una volta costeggiavano le statali, però più statico. Il suo collo viene usato per tenere in forma le gomme di scorta del pullman societario.
Difensorilli:
L' uomo dalle occhiaie più allucinanti dell' universo, si chiama battaglia perché almeno 4 volte al giorno il povero sebastian deve combattere una sua personalissima guerra contro la dissenteria tropicale. Il suo migliore amico infatti è la tazza del cesso di casa, da lui ribattezzata "Paco, non guardarmi mentre caco".
Mai nome fu più appropriato di questo. Fondicarro. Il nostro trottolino cicciotto (1.60 cm per 65 kg) è un 1987 ed è l' autista della squadra.
Siccome però è neopatentato (ha fatto la patente dell' ape) non ha ancora bene a mente come si guidi un pullmann e, in conseguenza di ciò, ha già fuso 5 corriere in 2 mesi e mezzo di lavoro. Proprio per questo motivo il club di Buenos Aires non ha mai i soldi per tenersi a titolo definitivo Juan Roman RIQUELME.
Fratello di Matias David MAIDANA [vedi sotto]
Fratello di Jonatan MAIDANA [vedi sopra]
In due non fanno mezzo difensore valido.
Questo indio guaranì trapiantato alla Bombonera deve il proprio cognome, PALETTA appunto, sia a causa della sua conformazione facciale (a paletta, appunto) sia perché è usato dai magazzinieri per raccogliere le merde che Ursus, il cane terranova di RIQUELME (la vera star del BOCA. Il cane, non RIQUELME), è aduso a lasciare in giro per il campo di allenamento, con sommo gaudio dei compagni di squadra.
Detto "Pino Silvestre" dai suoi compagni di squadra a causa del suo caratteristico odore di cane morto, il gioviale Matias viene usato dagli addetti dello stadio quando c'è da derattizzare lo spogliatoio: il suo caratteristico aroma, infatti, attira i ratti quasi come le note del pifferaio magico della famosa favola.
I suoi genitori, ferventi comunisti, erano assoluti ammiratori di Dolores IBARRURRI, detta "la pasonaria" e perciò decisero di omaggiarla chiamando il figlio come lei. Però l' impiegato dell' anagrafe di Buenos Aires si rifiutò di dare il nome Dolores ad un così bel maschione e si optò per dargli lo stesso cognome. Peccato però che l' impiegato fosse un completo analfabeta e così il buon Bruno si ritrova questo cognome di merda. E gli è andata ancora bene, poiché l' impiegato era indeciso tra URRIBARRI, GRATTABURRI, ROMPICARRI, CHIMICHURRI e RUTTAPORRI.
Centrocampistilli:
L' unico giocatore al mondo al quale sia stato trapiantato un vaso di cactus al posto della calotta cranica.
Quelli che ha in testa, infatti, non sono capelli ma degli spunzoni: un ottimo vantaggio perché tiene a distanza gli avversari. L' unica controindicazione è che non può giocare con la pioggia altrimenti gli muoiono le piante grasse sulla capoccia.
L' allegria fatta persona. In questa foto si sta spaccando dalle risate (come si può vedere dall' ampio sorriso) dopo che il compagno Rodrigo PALACIO gli ha appena finito di raccontare la barzelletta della suora e del cavallo.
Lo sguardo particolarmente vispo, inoltre, indica che ha capito la barzelletta.
Fratello segreto di Rodrigo TADDEI della ROMA. La loro parentela è stata dimostrata prendendo il calco del mento di entrambi: combaciano al 99%.
Si chiama LUENGO poichè è portatore sano di minchia tanta e qui le differenze con il pacioso Rodrigo si fanno sentire: evidentemente TADDEI ha preso dalla madre.
Uno dei milioni di LEDESMA che infestano il suolo argentino, il bellissimo Pablo nasce calciatore, cresce mezzasega ed arriva ai giorni nostri nello stato di pippone colossale. E' compagno di stanza di SILVESTRE e per dormire tira delle craniate fortissime contro il muro in modo da svenire, per non sentirne l' odore, mentre il compagno di stanza è ancora al cesso. Ha sfanculato Ambrosini nella finale di Toyota Cup urlandogli: "L' autogol mettitlo nel culo".
Colombiano tuttofare, è il vero jolly della squadra. Procura coca, cagne, alcoolici, palloni, divise, arbitri e, nel tempo libero, taglia pure l' erba del campo col trattorino.
Ha inoltre insegnato a guidare a FONDACARO.
Attaccantilli:
Steward COPELAND dopo una lunga malattia debilitante: il fatto è che anche in campo sembra il batterista dei Police, impegnato com' è più a centrare gli avversari a cazzotti che la porta.
Muy bueno, un vero hombre vertical.
Di vertical c' ha soprattutto la tega, visto che il naso è completamente storto, gli occhi sfasati, la bocca tagliata con l' accetta e i capelli in lana merinos messi un po' a cazzo.
E questo è il più figo del gruppo alla pari di MIGLIORE.
Un uomo, la sua damigiana. Questa in sintesi la vita del povero Pablo. Come un novello Obelix della pampa sconfinata, il virgulto non è però caduto da piccolo in una marmitta di pozione magica, bensì in un pentolone di vin brulè. da quel giorno il nostro Pablo non si è più ripreso e vive sempre in bilico tra il vomito e il coma etilico e questo, per un attaccante, non è che sia proprio un vantaggio, a meno di chiamarsi Adriano Leite Ribeiro. Chiamato "La Mouche", la mosca, per la capacità innata di calpestare merde ovunque si trovi a passeggiare.
postato da: IgorTV alle ore 22:21 | Permalink | commenti (3)
categoria:mondiale per club, campioni del mondo, toyota world cup, finale primo posto
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