lunedì, 17 dicembre 2007
Il torneo aziendale intergalattico è finito e il Milan se l' è meritatamente aggiudicato battendo 4 - 2 in scioltezza gli argentini del Boca Juniors, diventando così la squadra più titolata di sempre a livello internazionale con ben 18 trofei vinti.
Filippo Inzaghi inoltre è riuscito nell' impresa di segnare in ogni competizione internazionale per club grazie ad una doppietta (gol di apertura e di chiusura per i rossoneri).

Personalmente, essendo milanista, sono molto contento della vittoria della mia squadra, soprattutto perché l' avversario che avevamo di fronte era veramente forte. Vediamolo in dettaglio:






CLUB ATLETICO BOCA JUNIORS








Portierilli:




Mauricio CARANTA

Portiere titolare dei Xeneizes, ha preso 4 pere dal Milan. Con quella faccia lì, d'altronde, che ci si poteva aspettare di più? Ma soprattutto: perché nonostante tutto sia lui il portiere titolare? Semplice: non avete ancora visto il portiere di riserva.








Pablo Alejandro MIGLIORE

Eccola qui la risposta. MIGLIORE di nome e di fatto, signori. Sembra uno di quei paracarri che una volta costeggiavano le statali, però più statico. Il suo collo viene usato per tenere in forma le gomme di scorta del pullman societario.









Difensorilli:



Sebastiàn BATTAGLIA

L' uomo dalle occhiaie più allucinanti dell' universo, si chiama battaglia perché almeno 4 volte al giorno il povero sebastian deve combattere una sua personalissima guerra contro la dissenteria tropicale. Il suo migliore amico infatti è la tazza del cesso di casa, da lui ribattezzata "Paco, non guardarmi mentre caco".







Carlos Rubén FONDACARO

Mai nome fu più appropriato di questo. Fondicarro. Il nostro trottolino cicciotto (1.60 cm per 65 kg) è un 1987 ed è l' autista della squadra.
Siccome però è neopatentato (ha fatto la patente dell' ape) non ha ancora bene a mente come si guidi un pullmann e, in conseguenza di ciò, ha già fuso 5 corriere in 2 mesi e mezzo di lavoro. Proprio per questo motivo il club di Buenos Aires non ha mai i soldi per tenersi a titolo definitivo Juan Roman RIQUELME.





Jonatan MAIDANA

Fratello di Matias David MAIDANA [vedi sotto]











Matias David MAIDANA

Fratello di Jonatan MAIDANA [vedi sopra]

In due non fanno mezzo difensore valido.









Gabriel PALETTA

Questo indio guaranì trapiantato alla Bombonera deve il proprio cognome, PALETTA appunto, sia a causa della sua conformazione facciale (a paletta, appunto) sia perché è usato dai magazzinieri per raccogliere le merde che Ursus, il cane terranova di RIQUELME (la vera star del BOCA. Il cane, non RIQUELME), è aduso a lasciare in giro per il campo di allenamento, con sommo gaudio dei compagni di squadra.






Matias Augustin SILVESTRE

Detto "Pino Silvestre" dai suoi compagni di squadra a causa del suo caratteristico odore di cane morto, il gioviale Matias viene usato dagli addetti dello stadio quando c'è da derattizzare lo spogliatoio: il suo caratteristico aroma, infatti, attira i ratti quasi come le note del pifferaio magico della famosa favola.







Bruno Saul URRIBARRI

I suoi genitori, ferventi comunisti, erano assoluti ammiratori di Dolores IBARRURRI, detta "la pasonaria" e perciò decisero di omaggiarla chiamando il figlio come lei. Però l' impiegato dell' anagrafe di Buenos Aires si rifiutò di dare il nome Dolores ad un così bel maschione e si optò per dargli lo stesso cognome. Peccato però che l' impiegato fosse un completo analfabeta e così il buon Bruno si ritrova questo cognome di merda. E gli è andata ancora bene, poiché l' impiegato era indeciso tra URRIBARRI, GRATTABURRI, ROMPICARRI, CHIMICHURRI e RUTTAPORRI.





Centrocampistilli:



Jesus Alberto DATOLO

L' unico giocatore al mondo al quale sia stato trapiantato un vaso di cactus al posto della calotta cranica.
Quelli che ha in testa, infatti, non sono capelli ma degli spunzoni: un ottimo vantaggio perché tiene a distanza gli avversari. L' unica controindicazione è che non può giocare con la pioggia altrimenti gli muoiono le piante grasse sulla capoccia.







Osvaldo Nicolas Fabian GAITAN

L' allegria fatta persona. In questa foto si sta spaccando dalle risate (come si può vedere dall' ampio sorriso) dopo che il compagno Rodrigo PALACIO gli ha appena finito di raccontare la barzelletta della suora e del cavallo.
Lo sguardo particolarmente vispo, inoltre, indica che ha capito la barzelletta.








Alvaro Rafael GONZALEZ LUENGO

Fratello segreto di Rodrigo TADDEI della ROMA. La loro parentela è stata dimostrata prendendo il calco del mento di entrambi: combaciano al 99%.
Si chiama LUENGO poichè è portatore sano di minchia tanta e qui le differenze con il pacioso Rodrigo si fanno sentire: evidentemente TADDEI ha preso dalla madre.







Pablo Martin LEDESMA

Uno dei milioni di LEDESMA che infestano il suolo argentino, il bellissimo Pablo nasce calciatore, cresce mezzasega ed arriva ai giorni nostri nello stato di pippone colossale. E' compagno di stanza di SILVESTRE e per dormire tira delle craniate fortissime contro il muro in modo da svenire, per non sentirne l' odore, mentre il compagno di stanza è ancora al cesso. Ha sfanculato Ambrosini nella finale di Toyota Cup urlandogli: "L' autogol mettitlo nel culo".





Fabian VARGAS RIVERA

Colombiano tuttofare, è il vero jolly della squadra. Procura coca, cagne, alcoolici, palloni, divise, arbitri e, nel tempo libero, taglia pure l' erba del campo col trattorino.
Ha inoltre insegnato a guidare a FONDACARO.








Attaccantilli:




Mauro BOSELLI

Steward COPELAND dopo una lunga malattia debilitante: il fatto è che anche in campo sembra il batterista dei Police, impegnato com' è più a centrare gli avversari a cazzotti che la porta.









Carlos BUENO

Muy bueno, un vero hombre vertical.
Di vertical c' ha soprattutto la tega, visto che il naso è completamente storto, gli occhi sfasati, la bocca tagliata con l' accetta e i capelli in lana merinos messi un po' a cazzo.
E questo è il più figo del gruppo alla pari di MIGLIORE.








Pablo MOUCHE

Un uomo, la sua damigiana. Questa in sintesi la vita del povero Pablo. Come un novello Obelix della pampa sconfinata, il virgulto non è però caduto da piccolo in una marmitta di pozione magica, bensì in un pentolone di vin brulè. da quel giorno il nostro Pablo non si è più ripreso e vive sempre in bilico tra il vomito e il coma etilico e questo, per un attaccante, non è che sia proprio un vantaggio, a meno di chiamarsi Adriano Leite Ribeiro. Chiamato "La Mouche", la mosca, per la capacità innata di calpestare merde ovunque si trovi a passeggiare.


mercoledì, 12 dicembre 2007
I Giapponesi sfideranno il Milan nella semifinale della Toyota World Cup, avendo battuto gli iraniani del Sepahan con il punteggio di 3 - 1.
Vediamo nel dettaglio questo gregge di geni del pallone giapponesi.



URAWA RED DIAMONDS



Portierilli:



Ryota TSUZUKI

L' unico giapponese col pizzetto tatuato. I baffetti sono chiaramente fatti con l' inchiostro.
Qui si è appena svegliato dalla siesta pomeridiana, come dimostrano i capelli pettinatissimi e lo sguardo attento.



















Nobuhiro KATO

Figlio dell' unione tra il famosissimo Kato maggiordomo dell' ispettore Clouseau (quello della pantera rosa) e l' ispettore stesso.
Dal padre (Kato) ha preso il nome e l' abilità di stendere gli attaccanti avversari a colpi di karate e a sorprenderli con delle astutissime imboscate; dalla madre (Clouseau) ha preso l' intuito e l' intelligenza.
Vanta una pettinatura importante, figlia dello stesso progettista di quella di Moira Orfei.














Koki OTANI

Il suo nome OTANI deriva dalla capacità incendiaria delle proprie scoreggie.
La foto qui a fianco lo ritrae nel momento di massimo sforzo.





















Difensorilli:



Keisuke TSUBOI

Monaco Shaolin da decenni, questo simpatico bonzo in realtà non centra nulla con la compagine giapponese. E' stato aggregeto alla squadra perché prepara un ottimo sashimi, oltre che la suà specialità, il kanjishin, ossia una zuppa di topo morto dalla notevolissime proprietà afrodisiache.


















TULIO (Marcus Tulio TANAKA)

Madre brasiliana e padre giapponese, oppure padre brasiliano e madre giapponese?
Non lo sapremo mai. Quel che è certo è che il povero Tulio, da piccino, ha vissuto in una favela di Sao Paulo tra la delinquenza della peggior specie. Ha più volte rischiato la pelle (come si può notare dal simpatico graffietto che porta al sopracciglio sinistro): questa vita di stenti lo ha portato poi a compiere gesti clamorosi, tipo cominciare a giocare a calcio e, non contento, a militare in formazioni tipo il Sanfrecce Hiroshima o il rinomatissimo Mito Hollyhock.














Shunsuke TSUTSUMI

Sguardo che sprizza intelligenza da ogni dòve, pallore inguardabile, capelli di lana di vetro. Questo in sintesi il buon TSUTSUMI, chiamato TSUNAMI dai compagni di squadra per la cattiva abitudine di intasare i cessi dello spogliatoio almeno due volte a settimana.




















Centrocampistilli:



Robson PONTE

Fratello illegittimo di Gabri PONTE, questo spiritosissimo brasiliano tutto "alegrìa alegrìa, ma anche saudade, saudade do Brasil", arriva per direttissima dal Bayer Leverkusen.
Le giapponesi impazziscono per lui, soprattutto quando con la minchia in mano fa il numero dell' elicottero.
Bella la pettinatura, assolutamente in linea con lo standard del resto della squadra.
















Keita SUZUKI

Oddio, sarebbe pure un ragazzo carino, se non fosse per la disposizione un po' a casaccio degli organi facciali.
























Tadaaki HIRAKAWA

"Questo" è un pò il gattuso della compagine nipponica. Instancabile motorino di centrocampo (tant' è che i compagni a fine allenamento per farlo andare sotto la doccia lo devono prima narcotizzare con delle siringhe di anestetico sparate dagli spalti con delle cerbottane), del ringhio nazionale ha preso tutto, persino il look.
In vista della sfida di domani sta studiando tre parole in croce da dire a Gattuso al momento dei saluti iniziali, queste: "Life is now".















Takahito SOMA

Provate a dirmi voi di che specie sia questa bestia che io non l' ho ancora capito.
























Yuya NAKAMURA

Cugino calabrese di secondo grado del ben più famoso Sunsuke, N'Duja NAKAMURA in realtà di professione fa l' artigiano. Ha infatti una ditta di spurghi e riesce a campare svuotando le vasche biologiche dello stadio ingorgate dalla capacità intasante di TSUTSUMI.



















Yoshiya NISHIZAWA

Il suo idolo è KATO, di cui è pure segretamente innamorato/a.
Come primo passo si è messo insieme al suo parrucchiere (il parrucchiere di KATO, intendo) nella speranza di carpire i segreti della splendida pettinatura di quest'ultimo.



















Attaccantilli:



Tatsuya TANAKA

Sembra lo scemo del villaggio, invece no. E' l' attaccante principe degli Urawa Red Diamonds, nonchè portavoce ufficiale del club ed intellettuale del gruppo (come si può notare dall' espressione particolarmente brillante).





















Sergio ESCUDERO

Non è un caldarrostaro, ma un giocatore di pallone. Argentino/giapponese per giunta. Inoltre è figlio e nipote di calciatori professionisti: suo padre Sergio ESCUDERO infatti ha giocato negli anni '90 in Giappone nelle file dell' Urawa Red Diamonds, mentre suo zio Sergio ESCUDERO ha giocato in Giappone dal 1992 al 1998 nelle file dell' Urawa Red Diamonds.
La fantasia regna sovrana in quella famiglia.
















Junki KOIKE

Uno? Una? Non si sa.
Quello che è certo è che coso qui a fianco non ha messo ancora piede in campo in una gara ufficiale.
"E mai lo farà fino al 2029", ha dichiarato recentemente il suo allenatore Holger OSIECK.


















postato da: IgorTV alle ore 19:55 | Permalink | commenti
categoria:calcio, semifinali, mondiali2006, toyota world cup
venerdì, 07 dicembre 2007
Le più grandi squadre del mondo si affrontano in questi giorni a Tokyo e Yokohama. E allora vediamole!

Mondiale per Club: Sepahan-Waitakere United 3-1

Eurosport | ven, dic 7, 13:55

Il Sepahan si aggiudica il match inaugurale del Mondiale per club vincendo 3-1 con il Waitakere United

Al Tokyo National Stadium gli iraniani passano sul doppio vantaggio dopo appena 4' di gioco grazie alla doppietta di Emad Mohammed (3', 4'). Al 60' arriva il terzo gol: la firma è di Abu Al Hail. Per i neozelandesi a segno Bazeley al 74'. Il Sepahan affronterà ora ai quarti di finale i giapponesi dell'Urawa Red Diamonds.

E vediamo più da vicino, nonostante la puzza di questi elementi, il Waitakere Utd, squadra neozelandese dalle buone abitudini alimentari, ma che nonostante questo è stata eliminata dopo una mattinata. E avevano pagato l'albergo fino al 13, cazzo.

 

JASON HAYNE

Dotato di un pregevole nido di rondine in testa, è riuscito a sfuggire agli inseguimenti dei cuochi cinesi di Auckland soltanto rifiugiandosi nello spogliatoio del Waitakere. Ha fatto e finito le superiori, come dice la sua scheda, e il punto più alto della sua carriera è stato  “quando ha giocato per l'11 delle scuole superiori del mondo contro gli scolari dell'Inghilterra”. 











JASON ROWLEY

Uno degli altri suoi interessi è fare “i bagni di sole”, come detto nella sua scheda. Che cazzo di interesse sarà, dato che è bianco come un cencio.















DENVER MACDONALD

Ma eccolo, il vero fuoriclasse. Attaccante dalle movenze bovine, compensate però da una minchia asinina,  le sue più grandi influenze nella vita le ha avute “dai suoi genitori, dagli amici, e dai parenti”. Mancava che mettesse il gatto.












COMMINS MENAPI

Il degno compagno d'attacco dell'ominide qui sopra è tale Menapi: un metro e 80 per 85 kg (boia!), questo personaggio gioca dal 1997, ha trent'anni e ha vinto tre volte i campionati neozelandesi di doppiomento. Gioca anche a pallavolo, dice, ma non si capisce in che modo salti. Secondo lui il giocatore più bravo in attività è Lionel MeSi, scritto così, e il migliore di tutti i tempi “Pele". E' chiamato anche il Simone Inzaghi nero, perchè una volta in vacanza studio si è trombato una che si chiamava Alessia.



 


NEIL SYKES

Difensore vecchio stampo, di quelli che ti lasciano i tacchetti addosso dopo la partita. Caratteristica ereditaria, la sua, dato che il padre gli stampò i tacchetti in faccia appena nato. Da qui la forma a cozza delle sue orecchie.

 


 


 


 


MICHAEL MUNDAY

Munday bloody Munday, parafrasando una celebre canzone (o un moto di protesta, scegliete voi). La foto è stata scattata subito dopo aver constatato di persona le dimensioni del membro di MacDonald. Il suo cantante preferito è Grishdiano Malgioglio.

 


 


 


 



GRAHAM PEARCE

Mente pensante di questa accozzaglia di panzoni, e ciò la dice lunga sul loro tasso teNNico. La sua magrezza non ottunde le sue capacità cerebrali come invece succede agli altri. Ha giocato nei Western Suburbs, che è come dire nel Via Anelli.

 


 


 

 

DARREN BAZELEY


Ecco il cannoniere di oggi, quello che quando serve la mette sempre. Peccato che oggi non servisse a un cazzo, ma vabè. Bazeley era nel primo bastimento che toccò l'Australia duecento anni fa, ed era già capitano di vascello. Da allora è invecchiato solo nel fisico, ma lo spirito è quello di un ragazzino.  Peccato per l'odore, che è peggiorato parecchio, e ora ricorda quello di una dentiera di squalo tigre.











postato da: squeezeand alle ore 16:36 | Permalink | commenti
categoria:sport, calcio, mondiale per club, toyota world cup